Mancanza di offerta di 3 milioni di tonnellate, scorte ai minimi da 55 anni: Citigroup prevede che il prezzo dell'alluminio raggiungerà i 4000 dollari.

Citigroup ha emesso un forte segnale rialzista nel suo ultimo rapporto di ricerca sulle materie prime, affermando che il mercato globale dell'alluminio sta affrontando la sua più forte tendenza al rialzo degli ultimi 50 anni a causa di un improvviso shock dell'offerta, e ha rivisto al rialzo in modo significativo le sue previsioni di prezzo.

L'analista della banca ha sottolineato che le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno avuto un impatto "senza precedenti" sulla catena di approvvigionamento globale dell'alluminio, mettendo a rischio oltre 3 milioni di tonnellate di capacità produttiva annua. In un contesto di domanda di mercato relativamente debole, scorte globali già ai minimi storici degli ultimi 55 anni e capacità produttiva inutilizzata del settore quasi esaurita, questa entità di interruzione dell'offerta ha rapidamente spinto il mercato verso una situazione di "carenza strutturale".

Il rapporto prevede che, anche considerando la contrazione della domanda dovuta al rallentamento economico, entro il 2026 si registrerà un deficit di offerta di circa 2,7 milioni di tonnellate nel mercato globale dell'alluminio. Ciò ridurrà drasticamente le scorte nei prossimi 6-12 mesi, portandole a un minimo storico. Sulla base di ciò, Citigroup prevede che i prezzi dell'alluminio saliranno costantemente fino a 4.000 dollari a tonnellata nei prossimi tre mesi e che il prezzo medio si manterrà a questo livello nella seconda metà del 2026. In uno scenario più ottimistico, i prezzi dell'alluminio potrebbero addirittura raggiungere i 5.350 dollari a tonnellata entro il 2027.

Alluminio 98

Citigroup avverte che questa crisi di approvvigionamento potrebbe innescare una "devastante reazione a catena" sui settori fortemente dipendenti dall'alluminio, come l'edilizia, gli imballaggi, i trasporti e le energie rinnovabili, facendo lievitare i costi di molti prodotti finali.

Il rapporto di Citigroup ha indubbiamente rappresentato una "bomba" per il mercato, dato che le sue opinioni radicali e le sue previsioni audaci sono rare negli ultimi anni.

Il fulcro di questo rapporto è sovrapporre uno shock geopolitico di breve termine e di forte entità all'offerta, in un contesto di mercato a lungo termine caratterizzato da scorte ridotte e bassa elasticità della capacità produttiva, giungendo così alla conclusione di un aumento "epico" dei prezzi. Questa logica presenta dei punti di forza, ma richiede anche un'approfondita analisi di mercato dei suoi presupposti e delle sue premesse.

Citigroup ha incluso direttamente nel modello di previsione la carenza di 3 milioni di tonnellate di capacità produttiva. Tuttavia, la situazione geopolitica è in continua evoluzione e sussiste una grande incertezza circa la possibilità che la capacità produttiva venga temporaneamente chiusa o persa definitivamente. Storicamente, l'andamento dell'offerta di materie prime si è spesso invertito rapidamente a causa del miglioramento della situazione o dell'emergere di fonti di approvvigionamento alternative. Il mercato necessita di prove più chiare che indichino che queste capacità produttive usciranno dal mercato nel lungo termine.

Il rapporto riconosce la debolezza della domanda, ma insiste comunque sulla valutazione di un enorme divario. Se i prezzi dell'alluminio dovessero salire a oltre 4000 o addirittura 5000 dollari, come previsto, ciò avrebbe inevitabilmente un forte "effetto dirompente" sulla domanda a valle. L'alto costo costringerà le imprese a valle a cercare materiali alternativi, a ridurre gli ordini e persino a diminuire la produzione. Questo meccanismo di feedback negativo è la forza fondamentale per frenare l'aumento infinito dei prezzi. Lo scenario ottimistico di Citigroup "potrebbe sottovalutare la velocità con cui i prezzi elevati possono distruggere la domanda".

L'alluminio è un metallo chiave per la transizione energetica verso materiali leggeri e rinnovabili, e le sue prospettive di domanda a lungo termine erano inizialmente promettenti. Tuttavia, questo rapporto rivela una dura realtà a breve termine: di fronte a shock estremi dell'offerta, la narrativa a lungo termine della transizione verde potrebbe cedere il passo a un'impennata a breve termine dei costi di sopravvivenza. Per gli investitori che scommettono sull'"inflazione verde", si tratta di un segnale complesso: i materiali stessi sono diventati estremamente costosi, ma le industrie verdi a valle potrebbero risentirne.

In sintesi, il rapporto di Citigroup è più una proiezione di rischio di scenario estremo che una previsione certa, con l'obiettivo di avvertire il mercato che i potenziali rischi al rialzo si sono amplificati notevolmente. Indubbiamente rimodellerà la curva delle aspettative di prezzo del mercato, stimolerà gli acquisti speculativi e costringerà tutti i partecipanti alla catena del valore a riesaminare le proprie strategie di inventario e di copertura. Indipendentemente dal fatto che le sue previsioni possano realizzarsi pienamente, ha comunque lanciato un forte allarme per il mercato globale.mercato dell'alluminioUn mercato abituato a lievi fluttuazioni deve essere preparato alla possibilità di una tempesta violenta.


Data di pubblicazione: 20 maggio 2026
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